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La carta e i suoi profumi

La carta è un prodotto che usiamo ogni giorno, ma che nasconde dei segreti: scopriamone insieme le caratteristiche principali e come scegliere la carta giusta per noi.

Andrea Parolin | 2017-04-11


In questo articolo andrò a rendere il giusto riconoscimento ad un materiale che tocchiamo e vediamo ogni giorno, sottovalutandone purtroppo le potenzialità.
Sto parlando della carta, quel magico foglio sottile su cui noi grafici sfoghiamo la creatività, dove i poeti viaggiano tra versi e parole, dove i bambini riversano la loro visione del mondo con disegni colorati. La domanda che oggi ti pongo è: quanti tipi di carta conosci?

La carta si può catalogare in diversi modi, i parametri standard sono: grammatura, finitura, punto di bianco e composizione.
Ognuna di queste varianti restituisce alla carta un aspetto visivo, tattile e una resa cromatica differente ed oggi vediamo di prendere in esame questi parametri e cercare di spiegarli in modo semplice ed efficace. Ogni carta infatti è diversa dall'altra ed per ogni progetto esiste una carta più adatta a seconda del risultato che si vuole ottenere.

GRAMMATURA

La grammatura della carta è il parametro più semplice da comprendere, infatti il peso viene calcolato in grammi per metro quadro.
Se nella risma di carta che acquistiamo c’è scritto "formato A4 90gr/m2" non vuol dire che il singolo foglio pesa 90gr, ma che quella specifica carta avrebbe un peso di 90 grammi se il foglio fosse grande 1 metro per 1 metro.

Una credenza popolare collega il peso della carta allo spessore, purtroppo questo non è sempre vero, infatti se provassimo a prendere in mano un foglio patinato ed un foglio usomano ci accorgeremmo che, a parità di peso, la carta usomano risulterebbe più spessorata rispetto alla patinata.

Ogni produttore adotta, per ogni tipologia di carta, una gamma di grammature differenti. Le più comuni sono:

  •  80 gr/m2 = carta da ufficio o da lettere.
  •  100/150 gr/m2 = carta da ufficio più pregiata, utilizzata il più delle volte per la presentazione di stampe di buona qualità.
  •  190/200 gr/m2 = solitamente utilizzata per lavorazioni grafiche anche grazie alla struttura robusta adatta a mantenere le pieghe.
  •  300/350 gr/m2 = grammatura utilizzata specialmente per bigliettini da visita ed altre lavorazioni grafiche che richiedono un supporto rigido
  • Salendo ancora si può già cominciare a parlare di cartoncino, il quale solitamente non viene più catalogato a peso ma a spessore in millimetri.

FINITURA

Patinata, usomano, goffrata, nuvolata, martellata e rigata, sono solo alcune tra la miriade di lavorazioni superficiali che può avere un supporto cartaceo comune. Se trattassimo invece di carta fotografica si aprirebbe un altro mondo perché dovremmo parlare di lucidità della carta: matte (opaca), semimatte, semiglossy e glossy ed altri ancora.

Molte volte la finitura della carta determina anche l’ambito di impiego anche perché influisce direttamente sulla resa cromatica della stampa.
Non per niente la patinata lucida viene utilizzata su riviste e flyer dato che la resa cromatica è molto vivida e contrastata.

A differenza delle patinate, le carte lavorate si presentano perlopiù con una finitura opaca, al tatto spessorata, e vengono utilizzate per inviti e lavorazioni che richiedono una certa eleganza ed importanza. Oggi come oggi questo tipo di finiture "grezze" sono molto in voga grazie al ritorno all'aspetto vintage e naturale dei progetti grafici.

Il mio consiglio è di richiedere sempre dei campioni fisici al proprio grafico, centro stampa o studio di comunicazione per capire se la resa finale possa essere quella che vi aspettate.

PUNTO DI BIANCO

Ebbene sì, ogni tipologia di carta ha un valore di riflettanza della luce la quale influisce sulla nostra percezione del bianco più o meno candido. Molte volte solo accostando diverse carte all’apparenza bianche riusciamo a percepirne la differenza e questo perché i nostri occhi in collaborazione con il nostro cervello cercano di farci percepire il bianco come tale a prescindere dalla fonte di luce. Per questo motivo una carta non candida potrebbe venire comunque percepita come tale ed ecco perché nelle tipografie e uffici grafici esistono le cabine di luce o i piani con luce neutra, per avere sempre una percezione del colore corretta partendo da una fonte luminosa standardizzata.

Il punto di bianco della carta è determinato da molti fattori: dalla composizione della carta (riciclata, fibre vegetali della pianta d'origine, presenza di pasta di legno ecc.), dalla lavorazione superficiale (finitura), dalla presenza di coloranti, dalla presenza di collanti, dal trattamento della carta con prodotti chimici detti anche sbiancanti ottici (Optical Brightening Agents o OBA) e da molti altri fattori che dipendono dal processo di lavorazione a cui è sottoposta la carta in fase di produzione.

Questo fattore determina come l'utilizzatore percepirà i colori anche perché più candida è la carta meno il colore della stampa verrà contaminato dal giallino o da altre tinte del supporto. Se provassimo a stampare un quadrato azzurro su una carta bianca e lo stesso su una carta giallina ci accorgeremmo che, oltre a percepire una leggera variante nella brillantezza e vividezza del colore, ci potrà essere anche una variazione di tinta anche a seconda dello spessore e finitura del supporto: talvolta questa variazione è quasi impercettibile, talvolta è quasi disastrosa. (Che bello il mondo della stampa! E questo è solo l'inizio...)

COMPOSIZIONE

La carta è prevalentemente generata dalla macerazione di cellulosa e/o fibre vegetali (corteccia, cotone, canapa, lino...) e può essere arricchita da collanti, minerali, coloranti e, come accennato poco fa, anche da additivi chimici.

Produrre carta è un po’ come preparare un piatto di alta cucina: ci sono ricette specifiche che ogni produttore adotta e modifica, processi di estrazione e lavorazione delle fibre e degli agenti chimici che influiscono in tutti i fattori fin qui elencati.

IN CONCLUSIONE

Ci sarebbe molto da dire su questo spettacolare mondo, dalle carte chimiche e fotografiche, dalle filigrane alle pergamene, fino ad arrivare alle carte per gli artisti, dalle più porose e delicate alle più resistenti.
Oggi vi ho parlato di questo storico e prezioso prodotto in modo generico per darvi un’idea di quello che un grafico deve affrontare per decidere che carta usare per valorizzare al meglio un progetto.

Come avete letto ci sono molteplici fattori da valutare e molti altri fattori li ho ovviamente tralasciati perché troppo tecnici e noiosi.
Se avete altre domande o necessità di delucidazioni scrivetemi pure un commento qui sotto, sarò felice di rispondere alle vostre domande in merito e...

evviva la carta!